Novembre 11, 2011
Non si sferza sui corti.

Giorgio Napolitano nomina Mario Monti senatore a vita. Conferendogli piena legittimazione democratica.

Silvio Berlusconi rivolge a Monti il suo augurio. Di un cancro.

“Un governo di emergenza nazionale con ampia base parlamentare”, è l’invito che giunge da Confindustria, Abi, Ania, Alleanza delle cooperative, Rete Italia e Savi di Sion.

“Bisogna sgomberare i timori che in Italia possa determinarsi un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare” (Giorgio Napolitano, 7 giugno 1953).

Il PdL prende tempo. Non basta la condizionale.

La lucida analisi di Angelino Alfano: “Decide Gesù”.

“No al governo tecnico” dichiara Antonio Di Pietro, politico.

Il leader IDV fa infuriare la comunità gay. Con la verità.

“Due maschi in camera da letto non fanno figli”. Dipende da quanto lontano schizzano.

Questa affermazione identifica uno di quei casi in cui la comunicazione pubblica determina conseguenze, comporta responsabilità e pone interrogativi sulla sincerità ed autenticità di un percorso politico sul tema dei diritti civili ed in particolare delle persone gay, lesbiche e transessuali” ha dichiarato un frocio.

“Abbiamo il dovere di reagire, fare presto e presentare alla pubblica opinione internazionale, ai mercati ma anche ai nostri cittadini, una ben precisa strada per uscire dalla condizione in cui siamo” ammonisce Fini, sguazzando nella merda.

“Guardarsi dalle insidie del berlusconismo” sputazza Vendola.

“Non abbiamo paura del voto”, mente Bersani.

“Andare al voto adesso è da pazzi” avverte Rutelli (1%).

“Serve un gesto forte, simbolico, di dignità” incita Gianfranco Rotondi ingoiando il cianuro.

Emma Marcegaglia: “È necessario un governo con la più ampia maggioranza possibile, che vari le riforme necessarie a ripristinare la credibilità del Paese mettendolo come d’uso nel culo ai lavoratori”.

“L’Italia può fare di più sul fronte delle pensioni” ammonisce il commissario UE Olli Rehn, preoccupato per non avere ancora detto la sua stronzata quotidiana.

“Con le sue dimissioni Lorenzo Bini Smaghi ha dato limpida conferma del suo attaccamento al principio e al valore dell’indipendenza della Banca Centrale Europea. Desidero esprimere l’apprezzamento del Paese per il senso di responsabilità e di lealtà anche verso l’Italia che si esprime in questo suo gesto”, ha commentato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mollandogli le palle.

Errore: S&P declassa il rating di Parigi a “Francesi di merda”.

“La Francia può fare di più sul fronte del debito” ammonisce il bot UE Olli Rehn.

Alluvione, pensionato muore tra le fiamme della sua casa. Di sodio.

Scontri di San Giovanni, libero Er Pelliccia. “Ho capito di avere sbagliato”. Mira.

“La presenza di una famiglia attenta e l’assistenza di uno psicoterapeuta appaiono idonee ad esercitare un efficace controllo permettendo a Filippi di orientare il suo disagio verso forme più mature”. La prossima volta userà un secchio.

Il ragazzo avebbe raggiunto un elevato grado di consapevolezza. “Sono un coglione”.

In Afghanistan fare sesso è un crimine. Certi cessi!

Zurigo, le donne contro la prostituzione. Sono rimaste a casa.

Veneto: nelle celle mortuarie saranno installate videocamere. Di fianco ai kleenex.

Milano, apre l’hotel di Giorgio Armani: “La summa della mia estetica”. È a forma di cazzo?

CD di Cristina D’Avena, tremila euro. Per non suonarlo.

  1. postato da exfed
I commenti alimentati da Disqus